Inventario di mostri danteschi

Viaggio tra gli esseri mostruosi della Divina Commedia

Un progetto di Teatrino Giullare realizzato con il sostegno

del bando Dante e il contrappasso del Comune di Imola.

Una folta schiera di mostruose figure, che spesso svolgono la funzione di guardiani e di aguzzini dei dannati, caratterizza l’Inferno dantesco: Gerione, Pluto, Caco, Minosse, Cerbero ma anche Centauri, Arpie, Giganti etc. sono creature fantastiche che provengono dalla mitologia classica e pagana ed entrano nei gironi immaginati dal grande poeta. 

Dante Alighieri aveva a disposizione un thesaurus ampio e diversificato di mostri biblici, simbolici, allegorici, moralizzati, esemplari, scientifici, poetici che popolavano l’immaginario a tal punto da entrare nel suo capolavoro.

Ed ecco fin da subito, poco dopo l’ingresso all’Inferno, la comparsa del primo mostro: come in vita i golosi mangiavano senza ritegno e bestialmente, così nell’inferno sono accovacciati bestialmente nel fango e sbranati dalle tre teste di Cerbero.

Il custode di Malebolge è Gerione, simbolo della frode e dell’inaffidabilità. Il suo stesso corpo ricorda l’inganno, perciò custodisce i ruffiani e i seduttori.

E così il Minotauro è sulla soglia dei violenti che si macchiarono di sangue e usarono violenza in vita contro gli altri, ed ora subiscono la stessa violenza dai Centauri, metà uomini e metà cavalli, che simboleggiano la forza bestiale; la Fenice è metafora dei ladri continuamente inceneriti e risorti custoditi da Caco, essere mostruoso che ha dietro alla testa un drago che vomita fiamme (egli che fu ladro delle giovenche di Ercole sull’Aventino); le Arpie che strappano e rapiscono le anime sono legate ai suicidi che hanno strappato la propria vita; i Giganti anguipedi sono sprofondati fino alla vita perchè volevano innalzarsi fino al cielo; e così via fino a Lucifero che volle essere come Dio e ora si trova ad avere un’unica testa con tre facce ed è solo un ammasso di materia, una figura mostruosa e meccanica.

All’interno di questo panorama letterario e fantastico due attori raccontano, in un percorso di passi e parole, i mostri filosofici della Divina Commedia che ci conducono alla soglia finale: che cosa è l’immaginazione?

Il progetto è risultato vincitore del Bando Dante e il Contrappasso e sarà presentato per la prima volta al pubblico in forma di studio il 17 e 18 luglio 2021 al Teatro dell’Osservanza di Imola.

Dal progetto nascerà anche un racconto che sarà presentato all’aperto in ambienti naturali infernali:

MOSTRI DANTESCHI NEL PARCO Al parco dei Gessi e dei Calanchi dell’Abbadessa (San Lazzaro di Savena) il 28 e 29 luglio 2021. Prenotazione obbligatoria qui.

MOSTRI DANTESCHI NELL’APPENNINO Ai Calanchi di Montemaggiore (Monte San Pietro) il 25 agosto 2021. Prenotazione obbligatoria qui.

nessuno ha il diritto di privarsi della gioia della Commedia.”

J.L.borges